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ASPETTI PRINCIPALI DELL'AFFIDAMENTO
L’affidamento è sempre preceduto da interventi di sostegno (economico o educativo, sociale o psicologico) alla famiglia d’origine allo scopo di evitare l’allontanamento del minore.
Solo nelle situazioni in cui tali interventi non abbiano dato sufficiente risultato di tutela del benessere e della crescita del bambino o vi siano seri motivi che facciano ritenere al momento rischiosa per il bambino la sua permanenza a casa, si fa ricorso all’affidamento eterofamiliare.
TEMPORANEITA’ DELL’INTERVENTO
L’affidamento familiare è realizzato dai servizi di tutela minorile nei casi in cui si renda necessario il temporaneo allontanamento del bambino dalla sua famiglia d’origine, per il tempo utile a consentire che la stessa possa recuperare le risorse personali o materiali per il rientro del figlio.
MANTENIMENTO DEI RAPPORTI CON LA FAMIGLIA D’ORIGINE
Nella maggioranza dei casi, è prevista la possibilità per i bambini in affido di incontrare i genitori, secondo tempi e modalità che siano favorevoli ad entrambi, pur consentendo ai minori di svolgere serenamente le attività proprie dell’età: la scuola, lo sport ecc.
Salvo eccezioni, i genitori conservano la potestà sui figli e pertanto vengono consultati in merito alle decisioni di maggiore interesse o gravità.
RIENTRO NELLA FAMIGLIA D’ORIGINE
“La durata dell’affidamento deve essere rapportabile al complesso di interventi volti al recupero della famiglia d’origine……tale periodo non può superare la durata di ventiquattro mesi ed è prorogabile, dal Tribunale per i Minorenni, qualora la sospensione dell’affidamento rechi pregiudizio al minore”.
Sia l’inserimento nella famiglia affidataria, sia il rientro del minore nella propria famiglia vengono realizzati con passaggi graduali che consentano al bambino di affrontare senza eccessivo disagio il distacco e l’avvicinamento ai due ambiti familiari.
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