|
DOMANDE FREQUENTI
E’ necessario essere sposati per diventare affidatari?
Non è necessario che la coppia sia formata da coniugi, così come possono candidarsi all’affido le persone singole che abbiano tempi e risorse sufficienti a rispondere ai bisogni del bambino.
Veniamo valutati?
Il servizio affidi non effettua una valutazione di idoneità, ma accoglie la disponibilità delle persone e valuta con loro quali sono nel concreto le loro caratteristiche (per quali bambini potrebbero essere più disponibili per attitudine, preferenza, energie) risorse (ad es. quanto tempo), la loro organizzazione familiare, le reazioni dei figli e quanto serve a garantire il migliore abbinamento possibile tra bambino e famiglia; ovviamente questo lavoro non si può esaurire in un solo incontro con gli operatori.
In tal senso, la conoscenza approfondita degli affidatari costituisce maggiore sicurezza di buon risultato dell’esperienza per gli stessi.
E’ necessario avere rapporti con la famiglia del bambino?
Agli affidatari è richiesto di “facilitare” i contatti mantenuti tra il bambino e la propria famiglia, consentendo telefonate del genitore o visite del bambino alla stessa.
Questo non significa che gli affidatari debbano farsi carico anche dei genitori, i quali sono invece seguiti dagli operatori, cui si riferiranno per ogni esigenza.
Per evitare incomprensioni e disagi, viene generalmente definita una regolamentazione di tali rapporti che rispetti le esigenze di tutti.
E’ ovvio che laddove l’affidamento sia giudiziale e pertanto contrario al parere dei genitori, quest’ultimi possono esercitare varie forme di resistenza all’affido, tra le quali la tendenza a non tenere conto della suddetta regolamentazione, pur concordata.
In tal caso è compito e responsabilità degli operatori ASL farsi carico del problema e trovare una soluzione alternativa.
Nelle situazioni più gravi, di emergenza, allontanamento in caso di maltrattamento grave o sospetto abuso o ancora in attesa di definizione dell’adottabilità, i rapporti con i genitori del bambino
possono essere interrotti dal Tribunale per i Minorenni ed in tal caso non vengono comunicati alla famiglia d’origine i nominativi e il recapito degli affidatari.
Ci sono nella nostra zona bambini che devono essere affidati?
Vi sono circa trenta affidi in corso e alcuni bambini già seguiti dagli operatori sono ospitati presso strutture per minori, in attesa di collocamento.
Quanto dura un affido?
La legge prevede che non duri più di due anni, salvo proroghe nell’interesse del bambino.
Ci sono peraltro situazioni in cui non è definibile esattamente la durata dell’affido fin dal suo inizio. In altri casi la permanenza del bambino presso la famiglia affidataria si prolunga oltre il tempo previsto a causa del perdurare di difficoltà familiari che ne impediscono il rientro.
Ci fa paura il distacco, ad un bambino ci si affeziona…..
E’ vero che quando si è vissuto con un bambino, occupandosi di lui giorno e notte, si è creato un rapporto di affetto e fiducia tra il bambino e gli affidatari, che è difficile interrompere.
Va detto che spesso gli affidatari mantengono contatti anche successivamente col bambino, seppure ovviamente in forma più limitata.
E del resto lo sforzo grande che è richiesto agli affidatari è proprio quello di non avere bisogno di quel bambino e quindi di riuscire a tenere presente che lo si aiuta perché torni a casa, più forte e più contento, portando con sé un’esperienza di vita e di rapporti preziosa qual’ è l’affido.
|