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I LAVORI IN APIARIO
Gennaio - Febbraio 2008

Ops che bello vedere le nostre amiche riprendere a volare nelle tiepide giorante di gennaio, sembrano un po’ spaesate ma d’altronde cosa si può pretendere è da mesi che non riescono a fare pratica come si deve!!!
Chi è meno fortunato e non riesce ad andare in apiario nelle poche ore calde che consentono il volo delle api può comunque verificare la presenza delle api battendo con le nocche sull’arnia e avvicinando l’orecchio per sentire la “risposta” delle api che apparirà come un ronzio breve se è presente la regina mentre più lungo se la famiglia è orfana.
Ora inizia la deposizione e compaiono le prime piccole ma fondamentali macchiette di covata e con esse incrementano notevolmente i consumi di scorte (è ora il periodo in cui è più probabile che le api muoiano di fame), infatti le api ora devono tenere una temperatura tale da consentire lo sviluppo della nuova covata e ciò indipendentemente dall’andamento climatico, di conseguenza ora è importantissimo non lasciare le api senza cibo perché si rischierebbero danni irreversibili, non è raro aprire un alveare a febbraio e scoprire che le più o meno numerose api sono tutte morte alla disperata ricerca di un po’ di alimento.
Le api cominceranno però a volare molto più energicamente a partire da febbraio, infatti i voli attuali sono per lo più di purificazione, non c’è per ora molto da bottinaie!
Osservare i voli delle api è importante per rendersi conto di alcuni fattori senza dover ricorrere all’apertura dell’alveare, ad esempio se importano polline è molti probabile che ci sia covata e il numero delle bottinatrici, rapportato ai diversi alveari dell’apiario, può darci un’idea della forza relativa delle diverse famiglie.
Con i primi voli è utile verificare anche la presenza di feci diarroiche, se troppo abbondanti potremmo essere in presenza di patologie gravi, anche se l’assenza non esclude la presenza di tali malattie. Importante è anche verificare la “salute” delle api, se c‘è ne sono molte con tremori, con le ali aperte a k che non riescono a volare o appese ai fili d’erba vicino agli alveari, tutti sintomi che devono far stare in guardia l’apicoltore e farlo attivare per sincerarsi della presenza o meno di malattie, se ci sono dubbi contattate il tecnico dell’associazione (Cel 3497566294).
Con l’aumento della temperatura diventa opportuno anche fare la prima visita agli alveari, in una giornata con temperatura sopra i 10°C, si cercano maschera e affumicatore, leva e guanti (per chi li usa) e via a scoprire cosa effettivamente è restato nelle nostre arnie. Che emozione riaprire le cassette, gli apicoltori esperti già con questa visita riescono a fare opportune previsioni sulla dinamica della famiglia, sostanzialmente quando andrà a melario, se ci riuscirà o no per la robinia, inoltre si raccolgono informazioni importanti come se è necessario nutrirla oppure no, se andrà indebolita (più avanti) oppure se andrà rinforzata o unita ad altre. Affinché la visita non arrechi danni è opportuno che questa si svolga rapidamente, di conseguenza è necessario, prima di alzare il coprifavo, preparare tutto il materiale necessario e avere le idee chiare sulle attività da compiere, comodi risultano anche fogli di carta da tenere sopra il coprifavo dove annotare tutti i dati relativi alla famiglia.
Prima dell’apertura è sempre molto utile raccoglierete informazioni sulla famiglia da visitare, sia osservando la famiglia, sia soppesandola che consultando gli appunti dell’anno.
Con l’apertura è invece opportuno osservare:
Numero di telaini occupati dalle api, se sono da tre in giù e non si tratta di un nucleo è opportuno procedere alla riunione, (tenere sempre presente la differenza tra famiglia piccola e famiglia debole, una piccola famiglia non ha ancora espresso il suo potenziale, potrebbe quindi rivelarsi un errore unirla ad un’altra).
Valutare direttamente le scorte, attenzione che in questo periodo i consumi possono arrivare a 80 g al giorno!!!!! Dunque, eventualmente nutrire con candito o sciroppo concentrato.
Cercare sulla covata i sintomi della presenza di Covata Calcificata e Peste Americana
Attenzione la mancanza di covata ora, significa che molto probabilmente l’alveare è orfano, sincerarsi ugualmente della presenza della regina.
Importante è sostare il diaframma in modo da lasciare alle api il minor spazio possibile in modo da non costringerle a termoregolare un volume troppo ampio.
Anche se siamo in una periodo relativamente calmo per quanto riguarda la infestazioni da varroa, è utile monitorare in continuazione la presenza degli acari morti sul fondo dell’arnia.
Specie di interesse apistico in fioritura a febbraio
| Genere (Nome volgare) |
Produzione Polline |
Produzione Nettare |
| Corylus (Nocciolo) |
Medio-bassa |
Nulla |
| Carpinus (Carpino) |
Medio-bassa |
Nulla |
| Cornus (Corniolo) |
Alta |
Medio-bassa |
| Eriobotrya (Nespolo del Giappone) |
Bassa |
Media |
LAVORI IN APIARIO
ANNO 2007

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