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  Il curriculum vitae europeo
 

Cos'è?
L'Unione Europea offre già da tempo una serie di possibilità alle persone che intendono spostarsi per lavoro da un Paese all'altro; fattori come la libera circolazione della manodopera, la riconoscibilità del titolo di studio, l'omogeneità delle qualifiche professionali, sono sulla carta ormai brillantemente risolti.
In realtà la libera circolazione dei lavoratori finora è stata frenata dalla differenza e varietà dei titoli, dai continui cambiamenti nei vari sistemi nazionali e dalla difficoltà per i candidati di comunicare in modo efficace le proprie competenze ed abilità.

Com'è strutturato?
Per facilitare la comunicazione tra domanda ed offerta di lavoro e per dare uniformità alla selva di modelli che girano attualmente in Europa, la Commissione Europea ha proposto un modello europeo del curriculum vitae, che sia d'aiuto a ciascun cittadino comunitario per esibire le proprie qualifiche. Il modello, non è imposto ma soltanto raccomandato, è già disponibile in versione elettronica sul sito www.cedefop.eu.int/transparency; alcuni esempi di curriculum vitae già compilati si possono trovare all'indirizzo www.trainingvillage.gr/
La Commissione europea ha quindi proposto l'istituzione di un curriculum vitae europeo: adattabile e riconoscibile in tutti i paesi della Unione; questo permetterebbe di uniformare in un unico modello le diverse esperienze formative, di studio e di lavoro, facilitando il passaggio dei lavoratori da un Paese all'altro.
Il modello proposto è organizzato in caselle in cui inserire dettagliatamente le esperienze lavorative, dalle più recenti alle più lontane nel tempo, chiedendo di illustrare le principali materie svolte, le abilità professionali e le capacità personali acquisite.

Alcune precisazioni sulla sua compilazione
Le attività nel campo dello studio e della formazione sono suddivise in due sezioni: da una parte gli studi tradizionali, cioè il normale percorso scolastico, con l'indicazione di tutte le tappe raggiunte e le scelte effettuate all'inizio di ogni ciclo scolastico; dall'altra le esperienze formative non tradizionali e le capacità acquisite al di fuori degli schemi formali di addestramento che possono spaziare, ad esempio, dall'uso del computer alle capacità di gestione delle risorse umane o all'attitudine alla risoluzione di problemi complessi.
Il curriculum vitae europeo presta anche attenzione alla conoscenza di lingue e informatica, alle competenze artistiche, relazionali ed organizzative; permette inoltre di inserire quelle notizie personali che potrebbero valorizzarci, compresa la possibilità di allargare referenze o altro.
Si termina con un "certificate supplement", cioè la necessaria certificazione che contiene una dettagliata descrizione degli attestati ottenuti dal titolare e delle capacità e competenze acquisite.
Redatto in maniera chiara e concisa, un buon curriculum vitae europeo deve puntare su alcuni "elementi di forza", cioè sugli studi compiuti, sulle specializzazioni ottenute o sulle attività svolte che si ritiene siano più attinenti con il lavoro a cui si aspira e che si auspica richiamino immediatamente l'attenzione dei selezionatori del personale.
E' evidente che questo tipo di curriculum può essere anche utilizzato nella ricerca del lavoro in Italia.

Ricordarsi: liberatoria, firma, data
Nel Curriculum vitae è necessario riportare una liberatoria in riferimento alla legge 196/2003; vi è il rischio, infatti, che un'azienda sia obbligata a scartare il documento per l'impossibilità di trattare quei dati senza un esplicito consenso.
In linea generale, è sufficiente sottoscrivere la seguente dichiarazione: in riferimento alla legge 196/2003 autorizzo espressamente l'utilizzo dei miei dati personali e professionali riportati nel mio curriculum.
Non dimenticate la firma e la firma!