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Un età difficile quella dei 16 - 17 anni. Già a casa
i problemi non mancano. Il mondo sembra a portata di mano per cominciare
la vita da adulto ma si deve finire la scuola; il lavoro non è
quello che si sognava; i soldi della mancia non bastano mai; gli
adulti hanno sempre qualcosa da ridire sui progetti dei ragazzi.
Nonostante questo, tante cose sono sempre possibili. Se si presenta
un lavoretto, si può farlo. Si può girare in vespa.
Si può giocare nella squadra di calcio, di pallavolo, ecc.
Esiste uno spazio abbastanza grande per gestire la vita da minorenne
con una certa autonomia.
E all'estero? Qui ci sono le differenze.
Se un minorenne vuole andare all'estero per sperimentarsi, trova
molte porte chiuse. Un lavoro non si trova perché un datore
di lavoro - in Gran Bretagna, in Spagna o in qualsiasi altro Paese
- non pensa lontanamente di accollarsi il rischio di prendere uno
straniero non legalmente responsabile di sé stesso. Potrebbero
sorgere delle complicazioni in caso di problemi di inserimento nel
posto di lavoro (il contratto di lavoro deve essere firmato dei
genitori) o di incidente. Pensiamo anche che il giovane deve cercare
l'alloggio (pochi sono i datori di lavoro che ne mettono a disposizione),
organizzarsi nel caso gli sia necessario andare dal medico o all'ospedale,
ecc., deve avere una certa autonomia a cominciare dalla cucina e
dalla biancheria. Tutte queste faccende circa il lavoro e la quotidianità
richiedono, oltre alla conoscenza della lingua straniera, anche
parecchia sicurezza personale ed esperienza di vita che di solito
un minorenne non ha ancora acquisito.
Non si può fare veramente niente all'estero avendo questa
età di passaggio? Certamente sì: delle belle cose
ci sono sempre.
1. Campi di lavoro
Ci sono dei campi di lavoro dove i minorenni vengono accettati,
per esempio: attività per la tutela ambientale, colonie estive
oppure organizzazione di un festival culturale possono essere accessibili
se la persona fa un'attenta ricerca e si presenta all'organizzazione
con le idee chiare. Può essere che nel programma sia scritto
"si richiede la maggiore età", tuttavia chiedere
non guasta e spesso porta al successo. In Italia e all'estero ci
sono tante organizzazioni per i campi di lavoro: un giro su Internet
con www.google.com ne fa trovare un'infinità.
2. Ospitalità in famiglia
È un'occasione ideale per chi vuole vivere sul posto in un
ambiente strutturato e protetto. Scambiando ospitalità come
figli, si sviluppano amicizie che possono durare perfino tutta la
vita. Organizzazioni come www.gti-home-exchange.com
e www.intervac.com
permettono di contattare famiglie in tutto il mondo per concordare
uno scambio di questo genere. Per partecipare è richiesta
una quota d'iscrizione che aumenta secondo i servizi offerti e può
arrivare a 100-200 Euro.
3. Homestay
Ci sono varie agenzie italiane e straniere che offrono il cosiddetto
"homestay" a pagamento, cioè un inserimento temporaneo
in una famiglia straniera pagando il soggiorno. Anche qui il giovane
partecipa alla vita familiare. I costi sono però molto più
alti perché non si tratta di uno scambio. Per trovare le
agenzie basta di nuovo la ricerca su Internet, questa volta con
la parola "homestay".
4. Scambi scolastici e giovanili
Un modo ideale per fare i primi passi verso l'estero sono naturalmente
gli scambi di classe della propria scuola con una scuola straniera.
Sempre di più le scuole (anche medie) attuano regolarmente
programmi di scambio, in particolare durante le vacanze estive.
Ci sono però anche molti altri scambi giovanili: incontri
tematici con ragazzi provenienti da vari Paesi, attività
sportive in un torneo plurinazionale, campi estivi con animazione
dove s'incontrano centinaia di giovani europei.
5. Vacanze attive
Si tratta, per esempio, di una settimana a cavallo presso un ostello
della gioventù nel Regno Unito, in canoa nei laghi della
Finlandia o nei fiordi della Norvegia, in bicicletta lungo il Danubio,
ecc. Questo genere di offerta si trova presso tour operator specializzati
nel turismo giovanile come l'associazione degli ostelli giovanili,
il CTS ed altri. Ci si può anche rivolgere direttamente ad
un'agenzia all'estero. Visto che si tratta di un prodotto turistico,
i costi sono naturalmente più alti di quelli di uno scambio
giovanile.
6. Corsi di lingua
Molti giovani (ma forse sono più numerosi i genitori) vogliono
migliorare le proprie conoscenze linguistiche durante le vacanze.
In linea di principio non c'è niente di meglio di un corso
di lingua perché solo così s'impara in modo strutturato
con docenti preparati. Ci sono vari tour operator italiani che mandano
gruppi di giovani all'estero. Ma ci sono anche molte scuole nel
mondo che offrono corsi semi-intensivi ed intensivi con varie attività
collaterali nel tempo libero per giovani che vogliono muoversi senza
il gruppo di coetanei italiani. Quest'offerta è evidentemente
quella più costosa perché va oltre il normale turismo
e si studia.
Queste iniziative sono attivate da enti e associazioni come Scouts,
Arci, comuni e parrocchie ma anche da piccole associazioni che lavorano
su un determinato tema. Durano da una a tre settimane ed hanno un
costo accessibile perché co-finanziati da enti, comuni, regioni
ed Unione Europea.
I benefici sono evidenti: i giovani si muovono in un contesto organizzato,
sono seguiti da accompagnatori e accolti all'estero da un partner
che mette a punto un programma interessante con incontri, escursioni,
attività culturali e sportive.
Come si vede, possibilità per i minorenni ce ne sono, sia
a buon mercato sia più costose.
C'è anche da ricordare che la mobilità verso l'estero
comincia sempre da casa propria. Per esempio tramite un "pen
friend", cioè un coetaneo straniero con cui ci si scambia
corrispondenza via lettera o e-mail. Permette di allenarsi nelle
lingue ma anche di fare amicizia e, perché no, passare le
vacanze a casa del amico e dell'amica trovati via lettera. Ecco
alcune organizzazioni che promuovono questi contatti:
www.ipfeuropa.com
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