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Città o campagna, terra anglosassone, tedesca o francofona, Europa o mondo. Quando si comincia a pensare di vivere e lavorare all'estero per un periodo medio-lungo la zona geografica è un fattore non da trascurare.
Una buona conoscenza della lingua e un curriculum qualificato costituiscono la base per aver successo. Ma nella preparazione devono essere considerati anche la casa e il rispettivo costo.
Scegliere una metropoli come Londra o Dublino implica un affitto molto alto, se si vuole fare il nido in una zona centrale o semicentrale. A Londra una casa singola è a portata di mano solo per chi riceve una retribuzione estremamente consistente. Un bicamere, notevolmente più piccolo rispetto al corrispondente in Italia, se lo può permettere chi prende uno stipendio da bancario della City, non da commessa. Qualche volta ne servono due di stipendi per pagare, la "council tax" e le vari utenze.
Più andiamo lontano dal centro, più gli affitti diventano abbordabili. Adesso però possono aumentare sensibilmente il costo dei trasporti e, se si lavora nella zona centrale, la quantità di tempo necessaria per raggiungerlo. Due e più ore al giorno non sono rare viste le dimensioni della città.
A Berlino invece la retribuzione può essere anche inferiore del 30%, senza che rimangono meno soldi in tasca. Si può tranquillamente abitare a meno di 30 minuti dal lavoro, perché sia affitti che trasporto pubblico sono decisamente meno costosi rispetto a Londra, Dublino e Parigi. Per non parlare delle altre voci, come la spesa quotidiana, la pizza, la birra e caffè che a Londra raggiungono anche i 30 Euro mentre a Berlino restano sui 15.
La scelta di abitare lontano dal posto di lavoro non significa automaticamente passare molto tempo sui mezzi di trasporto. Per esempio, abitando a Tours, che dista 235 km da Parigi, si può arrivare a Montparnasse in poco più di un'ora con il TGV (treno ad alta velocità). Oggi i treni di alta velocità collegano Madrid a Siviglia e Barcellona, Francoforte a Berlino e Monaco, Parigi a Bruxelles ed Amsterdam. Già oggi in varie zone europee distanze di 100 km o più tra casa e lavoro si possono percorrere in meno di un'ora. Tempi impensabili con l'automobile.
Abitare in campagna comporta probabilmente meno tempo libero durante la settimana e un notevole guadagno nella qualità del tempo libero: potendo sfruttare la natura davanti a casa per camminare o fare jogging, si risparmia la palestra e si vivono momenti di assoluto relax e sicurezza.
La scelta della città di media dimensione, invece, può coniugare i vantaggi della vita urbana e l'offerta culturale con la tranquillità e la natura della campagna. I costi per tutte le vari voci sono più bassi che nella grande città, a partire dalla serata al pub. Gli affitti sono più alti che in campagna ma sempre lontani da quelli delle metropoli.
Chi si sposta con la famiglia deve prendere in considerazione la presenza delle scuole per i figli. In campagna è un problema, mentre nelle città a partire da 20-30.000 abitanti l'offerta può essere completa.
Nei prossimi anni le opportunità di lavoro qualificato all'estero aumenteranno in continuazione (già oggi mancano medici e infermieri in tutta l'Europa settentrionale; insegnanti in Germania e nel Regno Unito; ingegneri, operatori CNC, muratori e personale alberghiero quasi dappertutto; quasi tutte le professioni in Svizzera, Danimarca e Austria).
Cresceranno sempre di più sia le occasioni di lavoro fuori dalle grandi città, sia le innovazioni nel trasporto pubblico e nel lavoro (telelavoro, part-time, settimana corta con orario giornaliero prolungato).
Serve solo un po' di tempo in più per trovarle.
Fonte: Eurocultra
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