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Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali
ha tra i suoi compiti principali quello della tutela
e della conservazione del patrimonio culturale della
nazione. Le attività di tutela e conservazione
sono attuate sul territorio dalle Soprintendenze.
Il problema della conservazione dell'arte rupestre
è tanto più pressante in quanto le rocce
sono in genere inserite in aree e parchi naturalistici
nei quali sono esposte agli agenti atmosferici.
La Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
ogni anno destina parte delle proprie risorse alla manutenzione
ordinaria e straordinaria delle rocce della Valcamonica.
Per poter effettuare adeguati interventi conservativi,
la Soprintendenza nel 1992 ha costituito una Commissione
di studio sul degrado delle rocce incise, nell'ambito
della quale il Centro di Studio per le cause di deperimento
e dei metodi di conservazione delle opere d'arte "Gino
Bozza" del CNR ha condotto l'analisi mineralogica
finalizzata alla conoscenza delle caratteristiche e
dell'entità dei fenomeni di degrado delle rocce
della Valcamonica.
Le analisi hanno riscontrato soprattutto fenomeni di
degrado biologico, con presenza di microorganismi vegetali.
La patina biologica di colore verde appare al microscopio
a scansione come un fitto reticolo di filamenti algali,
distribuito sulla superficie della roccia. I filamenti,
anche se non causano direttamente un'azione disgregante
sulla pietra, possono però con il tempo e con
il concorso degli agenti atmosferici favorirla. I distacchi
della superficie lapidea che ne possono derivare, costituiscono
un danno irreversibile nelle parti di roccia nelle quali
sono presenti incisioni.

Campione di roccia dal masso Borno 5
(immagine al microscopio elettronico
a scansione- 150 ingrandimenti): reticolo
di filamenti algali con piccoli frammenti
di pietra inglobati. |
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Campione di roccia dal masso Borno 5
(immagine al microscopio elettronico
a scansione- 1000 ingrandimenti): granelli
di polline intrappolati nel reticolo
di filamenti algali. |
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Nelle due immagini relative alla Roccia 1 del Parco
Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane (la cosiddetta
"Roccia Grande"), sono ben visibili i fenomeni
di degrado che più frequentemente interessano
le rocce incise della Valcamonica.

Capo di Ponte (BS), Parco Nazionale
delle Incisioni Rupestri. Naquane, la
Roccia 1 prima degli interventi di restauro. |
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Capo di Ponte (BS), Parco Nazionale
delle Incisioni Rupestri. Naquane, la
Roccia 1 dopo gli interventi di restauro. |
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In basso a destra si nota un esempio di depressione
nella superficie della roccia con ristagno di acqua,
che richiede una costante attività di manutenzione.
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