(A CURA DI MIMMO FRANZINELLI)

 
     
    Il progetto di un museo dell'energia idroelettrica, da organizzare nella centrale dismessa di Cedegolo, si propone di valorizzare una fase importante della storia di una comunità alpina, recuperando reperti di cultura materiale inseriti nel contesto interattivo di un museo tecnologicamente all'avanguardia e in grado di coinvolgere il pubblico in un viaggio affascinante dentro le tecniche produttive e l'ambiente naturale modificato dall'uomo secondo finalità produttive.
Il visitatore del museo seguirà il percorso di una goccia d'acqua dapprima salendo con una vasta piattaforma in un ambiente in cui si colgano i nessi tra atmosfera, pressione, umidità e precipitazioni, per poi, in un percorso discendente entro l'edificio, osservare il cammino della goccia dal lago alpino artificializzato, quindi l'imbrigliamento sino alla centrale idroelettrica per giungere fino lungo l'elettrodotto sino alle abitazioni e alle fabbriche, per le applicazioni di necessità quotidiana. Il corpo laterale della vecchia cabina di trasformazione e il terrazzo della sala macchine verranno trasformati in ambienti idonei a rappresentare i fenomeni atmosferici e calcolarne la misurazione. Successivamente il visitatore, immesso nella grandiosa sala macchine percorrerà un piano inclinato attrezzato, sul quale troverà in successione le diverse fasi di "lavorazione" e di modifica dell'originaria goccia d'acqua. Al grande salone è affidata la funzione di rappresentare, anche a livello spettacolare, il percorso, con pezzi originali (macchinari, parti di condotte, ecc.) di forte impatto visivo. Il visitatore potrà poi passare ai vari livelli e alle differenti fasi, su ponticelli aerei, leggeri e trasparenti, al corpo laterale (ex sala trasformatori) per confrontare questa rappresentazione di grande scala con elementi di maggiore dettaglio: la mineralogia e la geografia che determinarono importanti scelte negli sbarramenti artificiali, nel tipo di condotte forzate e nelle stesse centrali idroelettriche (dalle prime centraline a quelle più recenti, dotate di impianti di ripompaggio), con opzioni architettoniche e scelte funzionali. Si rappresentano inoltre i temi dell'energia idraulica dalla proto-industria alla scoperta dell'energia idroelettrica; l'elettricità quale tema centrale della scienza contemporanea; il nesso elettricità - modernizzazione; la dialettica tra energia e ambiente.
Un apposito settore illustrerà le vicende storico-economiche dell'energia idroelettrica in Valle Camonica. Nel complesso l'allestimento e il contesto museale dovranno assicurare l'interconnessione tra l'aspetto visivo, possibilità di toccare, di sperimentare, di giocare (mediante sistemi informatici sofisticati) in ogni passaggio della goccia, dal cielo al percorso idroelettrico.
L'idea originaria del progetto, elaborato dallo Studio "Aura", promosso dalla Comunità Montana di Valle Camonica e dall'Amministrazione di Cedegolo in collaborazione con il museo del lavoro "Eugenio Battisti" di Brescia, ha incontrato interesse e disponibilità da parte del BIM di Valle Camonica, della Provincia di Brescia e della Regione Lombardia. Il museo colmerà un vuoto esistente in Italia, adeguando l'offerta turistico-culturale a un settore, quello dei musei dell'acqua, adeguatamente sviluppato in diversi altri Paesi europei ma da noi sinora trascurato.
Durante la fase preparatoria l'ENEL è stata interlocutore attento e disponibile, favorevole alla concessione dell'edificio e delle sue pertinenze agli enti locali in comodato di lungo periodo, oltre che ad attrezzare una parte dell'esposizione.
Con la realizzazione del museo dell'energia idroelettrica il richiamo turistico della Valle Camonica si potenzierà in modo rilevante, favorendo la concretizzazione di un percorso di turismo culturale che per quanto riguarda la cultura materiale avrà in Bienno e nella Valgrigna il sito preindustriale e nel Museo di Cedegolo il luogo deputato a illustrare le fasi dell'industrializzazione.
Dalla centrale si dipartiranno itinerari escursionistici che consentiranno ai turisti di seguire a ritroso il percorso dell'acqua, in visite guidate dal fondovalle sino ai versanti montani e agli sbarramenti artificiali, oltre a prevedere possibilità di raffronto sul differenziale tecnologico intercorrente tra la fase pionieristica e gli impianti di nuova concezione, col ripompaggio notturno dell'acqua (centrale ENEL di Edolo).