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In una piccola valle racchiusa tra Capo di Ponte e Cemmo, denominata
Pian delle Greppe, tra il sentiero che conduce al cimitero e la
Pieve di San Siro, (una delle più antiche chiese note in Valle,
che risale al secolo XI), si trovano i due famosi massi di Cemmo,
le prime rocce istoriate scoperte nella Valcamonica.
Sono due massi di arenaria distanti circa quindici metri l'uno dall'altro,
con pareti verticali ricoperte di innumerevoli incisioni.
Storia della scoperta e dell'area
Già nell'estate 1962 gli scavi eseguiti sul luogo hanno rivelato
la presenza di un allineamento megalitico tra le rocce. Gli scavi
hanno documentato anche una serie di strati geologici, dimostranti
che dalla fine dell'età glaciale, circa diecimila anni fa, ad oggi,
sono avvenuti nella Valcamonica alcuni mutamenti climatici e che,
ad epoche più umide e piovose, si sono alternati periodi più asciutti.
Esaminando gli strati geologici sui quali riposano i Massi istoriati
è stato accertato che essi caddero dall'alto della montagna in seguito
ad una frana, in epoca di poco anteriore a quella delle loro incisioni.
Non è quindi da escludere che i Camuni preistorici abbiano assistito
al cataclisma che fece precipitare le due rocce e molte altre -come
dal cielo- al loro attuale posto.
A circa tre metri dalla roccia n. 2, ad un metro di profondità dall'attuale
superficie, fu scoperto anche un gruppo di pezzetti di ocra, di
crete di vari colori e di sassi, gessetti colorati che indubbiamente
furono raggruppati colà dall'uomo preistorico per eseguire pitture
o per colorare pietre od oggetti.
Descrizione
Le incisioni delle due rocce formano composizioni monumentali, e
così come si presentano oggi, sono il risultato di varie fasi successive
di incisioni, eseguite tutte nel corso di un periodo di tre o quattro
generazioni.
Roccia 1
Numerose sovrapposizioni appaiono chiaramente nella parte a Nord
(alla destra dell'osservatore) della roccia n. 1, dove una serie
di pugnali si sovrappone a due differenti tipi‚ stili di animali.
Allo stesso insieme dei pugnali appartiene una coppia di buoi, più
sotto, probabilmente aggiogati ad un aratro.
Le altre fasi sono meglio distinguibili al lato Sud della parete
rocciosa, dove in basso vi è una serie di animali a tratti fini
e delicati. Vi si riconoscono figure di stambecchi, di volpi, e
di altri animali selvatici.
Più su, un gruppo di splendidi cervi a corna ramificate appartiene
a un'altra fase. Al centro della roccia si vedono in serie verticale,
strani animali, sulla interpretazione dei quali esistono opinioni
diverse. Alcuni studiosi vogliono vedervi dei ruminanti, altri li
considerano rappresentazioni di lupi.
Roccia 2
La seconda roccia non ha sovrapposizioni, e le incisioni sono state
aggiunte le une alle altre in armonia ed in considerazione della
composizione generale. Anche qui si riscontrano tre fasi stilistiche:
le due coppie di bovi a grandi corna, che trainano un carro e un
aratro all'estrema sinistra, sono simili alla coppia di buoi della
roccia n. 1, e appartengono alla fase più tarda.
I pugnali sono diversi da quelli della roccia precedente, ed è probabile
che siano leggermente anteriori. Essi sembrano risalire a due diverse
fasi a cui appartengono anche le figure umane ed animali a tratto
fino. Al centro vi è inoltre un solo animale, simile a quelli della
seconda fase della roccia precedente.
Nella parte superiore appare un disco solare con i piccoli raggi
tutt'intorno. Al suo fianco vi sono due figure di armi: un'ascia
ed un'alabarda. Il sole è spesso ritrovato in Valcamonica come soggetto
principale delle composizioni monumentali del tipo di Cemmo, ed
è probabile che queste siano immagini sacre, connesse con il culto
del sole.
Ubicazione: Comune di Capo
di Ponte (Bs) Frazione di Cemmo.
Accesso: lungo la strada per
Cemmo.
Orari di apertura: Il parco
è gestito dal Ministero Beni Culturali, che ne definisce gli orari.
Informazioni: Parco di Naquane,
tel 0364/42140.
Tempo Previsto di visita: 3
ore circa.
Il Parco dei Massi di Cemmo è in via di realizzazione. Al momento
non è ancora dotato di infrastrutture informative, che saranno pronte
nel 2000.
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