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Scheda generale
Percorso: Cané (1.520 m) - Chigolo-Castilla - (1.750
m) - Prebalduino (1.762 m) - Malga Previsgai (2.158 m) - Bocchetta
di Val Massa (2.504 m).
Interessi: eccezionali manufatti militari di vario tipo realizzati
durante il primo conflitto mondiale. Presenza di un lunghissimo
sbarramento difensivo tra la Cima Coleazzo e la Cima Bleis di Somalbosco.
Escursione tra boschi e pascoli ricchi di fiori e funghi, regno
incontrastato di cervi e caprioli. Panorama sulla cresta Castellaccio-Lagoscuro-Payer-Pisgana
da una parte e sulle vette che sovrastano la Val d'Avio dall'altra
quali Calotta, Salimmo, Adamello, Plem e Baitone.
Difficoltà: agevole in tutto il suo sviluppo.
Periodo consigliato: da giugno a ottobre.
Tempo di percorrenza: ore 4.00.
Dislivello: 984 m.
Attrezzatura e vestiario: da media montagna.
Segnaletica: segnavia CAI n. 3 - 55 - 54.
Parcheggio: a Cané, nel parcheggio posto al Ponte della Valle,
a lato dello spumeggiante Fiumeclo. che precipita le sue acque nella
"Ganassa".
Note: tra tutti i manufatti militari realizzati prima e durante
il conflitto mondiale in Alta Valle Camonica, il complesso costruito
alla Bocchetta di Val Massa rappresenta la più imponente
ed eccezionale testimonianza di architettura militare.
Descrizione del percorso
Superato l'abitato di Cané, frazione di Vione, si
imbocca in alto al paese la strada che percorre tutto il versante
orografico sinistro della valle. A sinistra, una pietra segnaletica
inserita nella muratura di controripa, indica la direzione per il
Monte Coleazzo. Oltre lo slargo del parcheggio, dove è stata
attrezzata anche una piccola area da pic-nic, la strada acciottolata
avanza in un bosco di larici e raggiunge in breve la località
"Stodegarda" dalla quale si immette decisamente nella
valle. Il percorso, in leggera salita, si sviluppa tra verdi prati
ancora regolarmente falciati, testimoni di una civiltà rurale
che resiste nonostante le mutate condizioni di vita. Tra stupende
fioriture di gigli rossi e di pulsatilla sulfurea, passati a lato
di una villetta prefabbricata, si giunge ad un incrocio: proseguendo
diritti si percorre la Val di Cané, girando a sinistra si
giunge alle Case del Ponte e alle baite del Vialaccio. Si devia
a destra lungo la "ex strada militare dei soldati" che
avanza in direzione di Chigolo, seguendo il segnavia CAI n. 3. Percorso
un lungo tratto nel lariceto, particolarmente suggestivo nella stagione
autunnale, e giunti in un pianoro, si lascia la strada erta che
sale alle baite di Chigolo per scendere in direzione di una baita
diroccata, posta più in basso, detta "La Castilla".
Subito dopo la cascina, non si va per la strada che volge a sinistra,
ma si continua in discesa.
Compiuti circa 200 metri nel lariceto, si sfocia in una strada più
larga che proviene da Villa Dalegno passando per l'alpeggio di Pramprano.
Ci si incammina in salita e si giunge, in breve, alle baite di Prebalduino,
dalle caratteristiche colorazioni bianche delle facciate. Superate
le baite, si abbandona una deviazione a destra e una a sinistra
per seguitare diritti lungo la strada militare, in un meraviglioso
bosco ricco di funghi. L'ambiente circostante è il luogo
ideale dove incontrare i cervi, dominatori del territorio, ma anche
i più esili ed eleganti caprioli. Tra larici secolari e fioriture
di rododendri, superato il torrente Rio, si prosegue compiendo numerosi
tornanti fino a raggiungere la Malga Previsgai.
All'interno dello spazio recintato è stata ricavata un'area
da pic-nic e il fabbricato più piccolo offre servizi igienici
e possibilità di sostare prima di intraprendere la visita
ai manufatti.
Un centinaio di metri a monte dei fabbricati, seguendo il ripido
sentiero che s'inerpica verso destra, si arriva alle opere militari
delle "Bucaline" dove si può visitare un interessante
complesso di strutture sotterranee che si snodano a raggiera nelle
viscere della montagna.
All'uscita del camminamento, posto più in alto, si procede
verso ovest per il sentiero che a mezza costa, superato il crinale,
va a collegarsi alla strada militare precedentemente abbandonata,
nei pressi di alcuni ruderi di fabbricati militari.
Si lasciano sulla destra varie deviazioni che si stagliano sul ripido
costone erboso, residui di mulattiere militari che salivano in direzione
della Cima Bleis di Somalbosco, per procedere nel vallone tra pascoli
pietrosi dove sono di casa le marmotte. In questo tratto la strada
militare presenta i muri di sottoscarpa e di controripa perfettamente
conservati.
Compiuti tra i ghiaioni gli ultimi ripidi metri, tra tappeti di
linaria alpina e peverina dei ghiaioni, si raggiunge lo sbarramento
trincerato che immette, in pochi minuti, alla Bocchetta di Val Massa.
Da questa posizione, la vista sulla sottostante Valle delle Messi
e sulle creste che costituivano la prima linea del fronte italiano,
è incantevole. Per godere appieno le molteplici strutture
militari realizzate e i diversi sistemi costruttivi è opportuno
percorrere tutta la linea trincerata, salendo a sinistra fino al
termine dei camminamenti. Il rientro si può effettuare, attraversato
l'avvallamento, percorrendo un facile e panoramico sentiero che
si sviluppa sull'opposto crinale.
Variante per Malga Previsgai da Sant'Apollonia
Raggiunta la località Sant'Apollonia, sulla strada
che sale al Passo di Gavia, si parcheggia l'automobile nel vasto
piazzale situato all'imbocco della Valle delle Messi. A lato della
strada è d'obbligo uno sguardo all'antica fonte di acqua
ferruginosa, rinomata fin dal secolo scorso, per le sue proprietà
salutari. Superato il ponte sul torrente Frigidolfo, si passa a
lato del Ristorante Pietra Rossa e della chiesetta dedicata a Sant'Apollonia.
Seguendo il segnavia CAI n. 54, ci si avvia per un'erta stradina
che sale in direzione delle Case di Töss dalle caratteristiche
murature in pietra scistosa. Nei pressi del cartello segnaletico
del Parco Nazionale dello Stelvio, si lascia a destra una stradina
che, in piano, avanza in direzione del fondo valle, per volgere
decisamente a sinistra. Costeggiando i prati si giunge nei pressi
di altre due baite; qui la stradina si restringe e diventa sentiero.
Si prosegue ripidi in mezzo ad un bosco di radi larici e rododendri,
dove non è infrequente avvistare i cervi al pascolo, e, compiuti
numerosi tornanti, si sfocia in una modesta radura. Oltrepassata
una frana di sassi, si giunge nel pascolo che precede i fabbricati
della Malga Somalbosco. Ormai in avanzato stato di abbandono, i
fabbricati, costituiscono solo un punto di riferimento in caso di
emergenza atmosferica. Abbandonati a destra i ruderi della malga,
si procede sul sentiero che, poco più in alto, supera nuovamente
la vasta frana di sassi, compiendo il giro dell'avvallamento. Si
avanza quindi sui ripidi costoni che scendono dalla Cima Bleis di
Somalbosco, luogo prediletto dai galli forcelli per la "parata"
nella stagione degli amori. Si prosegue poi dolcemente a mezza costa
dove lo sguardo può spaziare sul sottostante abitato di Pezzo
e sulla Val di Viso.
Dopo un lungo tratto, in piano, si abbandona il percorso principale
per procedere in salita fino ad incontrare la strada militare che
proviene dalle Baite di Prebalduino. Seguendo la stessa si raggiunge,
dopo un centinaio di metri, la Malga Previsgai.
Percorso: S. Apollonia (1.580 m) - Malga Somalbosco (1.954 m) -
Malga Previsgai (2.158 m)
Tempo di percorrenza: ore 2.00.
Dislivello: 578 m.
Variante per Malga Previsgai da Villa
Dalegno
Parcheggiata l'automobile nel piazzale antistante la chiesa,
si percorre Via Castello fino alle ultime case del paese. Al bivio
si avanza ripidi a sinistra della cappella votiva; si compiono numerosi
tornanti tra i parti terrazzati e si sfocia nel pianoro della località
Castello. Il luogo, come ci viene ricordato nell'iscrizione presente
nella piccola santella, era probabilmente la sede di un castelliere,
di una torre di osservazione nel periodo medioevale. A destra della
fontana, si continua nel lariceto fino alle baite del Pifferetto
e, superato un tornante, si giunge, in breve, alle baite di Prebalduino,
dalle caratteristiche facciate colorate in bianco. Oltre i fabbricati
si gira a destra lungo la strada militare proveniente dalla Val
di Cané, e per questa si prosegue come già indicato
nell'itineraio principale.
Percorso: Villa Dalegno (1.376 m) - Castello (1.562 m) - Prebalduino
(1.762) - Malga Previsgai (2.158 m)
Tempo di percorrenza: ore 2.40.
Dislivello: 782 m.
Cenni storici e descrittivi delle
opere
La Bocchetta di Val Massa, depressione situata tra la Cima
Bleis di Somalbosco e la dorsale sinistra della "Cima est del
Monte Coleazzo", era il punto tattico che i comandi militari,
in osservanza alla strategia globale di possesso delle creste, avevano
fortificato quale prima linea arretrata del nostro sistema difensivo,
anche perché punto dominante sulla strada del Gavia. Da lì
si dipartono, sulla sinistra, una serie di trinceramenti lunghi
oltre un chilometro, che rappresentano uno dei più begli
esempi di architettura militare. A distanza di oltre ottant'anni
- furono infatti realizzati ancor prima dello scoppio della guerra
- sono conservati in modo veramente impeccabile, anche perché
durante la guerra non vennero mai interessati da eventi bellici
e addirittura non vennero presidiati che da isolate sentinelle.
Il complesso difensivo è costituito da trincee e camminamenti
realizzati fuori terra, in pietre scistose color ruggine, disposte
a secco, cioè senza l'uso di leganti. Particolare cura è
inoltre stata prestata nella collocazione di ogni pietra che presenta
il lato a vista, nella maggior parte dei casi, perfettamente squadrato.
Ciò si è potuto attuare grazie alle notevoli capacità
degli esperti operai nello scegliere ogni pietra, e nella giusta
collocazione delle stesse con un perfetto concetto statico.
Percorrendo gli oltre mille metri di sviluppo dello sbarramento
protettivo, si possono ammirare, oltre al muraglione difensivo vero
e proprio, costituito dal muro con le feritoie per i fucilieri,
parecchi elementi architettonici particolari.
Le feritorie per il tiro dei fucilieri sono state realizzate con
minuscola apertura verso l'esterno che si allarga all'interno della
trincea, con forma trapezoidale. Sempre della stessa forma, ma di
dimensioni maggiori e strombatura rovescia, è visibile una
bella apertura predisposta per il tiro con la mitragliatrice.
Torrette e posti di osservazione, studiati nei minimi particolari,
sono inoltre disseminati qua e là lungo tutto il percorso.
Arretrate all'interno dello sbarramento, con stradine di accesso
selciate con le caratteristiche "préde", sono presenti
cinque grotte ricovero, realizzate sfruttando la presenza di enormi
lastre scistose, sotto le quali sono stati costruiti altrettanti
ricoveri di protezione in caso di bombardamento. Queste grotte ricovero,
nascoste tra grossi massi, oltre che risultare difficilmente avvistabili
da parte degli osservatori aerei nemici, rappresentano oggi il perfetto
inserimento dell'opera dell'uomo nell'ambiente naturale.
L'utilizzo del materiale reperito direttamente sul posto e lavorato
grazie alla sua capacità di sfaldarsi lungo la vena di scorrimento,
consente a tutto il complesso militare di non essere una stonatura,
anzi, di inserirsi in modo ineguagliabile nel paesaggio circostante.
Il complesso trincerato, appena a monte della Malga Previsgai e
ai piedi della Cima Bleis di Somalbosco, a quota 2210 metri, costituiva,
con le strutture difensive alla Bocchetta di Val Massa e con lo
sbarramento al Dosso Prepazzone sull'opposto versante della valle,
dove era stato costruito il forte del Corno d'Aola, la prima delle
numerose linee arretrate. Essa doveva entrare in funzione in caso
di sfondamento della linea principale posta sulla dorsale Tonale-Montozzo-Ercavallo-Gavia
sul fianco sinistro e Tonale-Castellaccio-Lagoscuro-Payer su quello
destro. Collocato a monte dell'abitato di Villa Dalegno, lo sbarramento
di Previsgai si poteva raggiungere con una comoda strada militare
dalla Val di Cané, lungo la cosiddetta "Strada dei soldati".
Essa fu infatti costruita dal Genio Militare negli anni precedenti
il conflitto, e già nel 1910 precise disposizioni disponevano
l'occupazione d'urgenza dei terreni necessari alla realizzazione
del percorso lungo complessivamente circa 9 chilometri.
Anche le donne e i giovani dal 15 ai 18 anni, per un pasto e il
compenso di cinque centesimi all'ora, contribuirono al trasporto
dei materiali necessari alla sua realizzazione.
I manufatti di maggior interesse sono: il tratto di trincea che
a semicerchio costituisce lo sbarramento difensivo; il complesso
delle camere e corridoi sotterranei; il camminamento di collegamento
con la Cima Bleis di Somalbosco.
La trincea, in pietra scistosa a secco, segue l'andamento delle
curve di livello e si sviluppa a semicerchio davanti al panettone
erboso nelle viscere del quale sono invece sviluppati i corridoi
e le stanze sotterranee. Quattro ingressi consentono dall'esterno
della trincea di accedere ai sotterranei. Essa ha una vista dominante
sulle posizioni di prima linea, sull'abitato di Ponte di Legno e
sulle strade del Gavia e del Tonale. È costituita da uno
scavo nella terra ai cui lati sono stati costruiti muri in pietra
a secco dello spessore di circa 50 cm. Per tutta la lunghezza, sul
lato rivolto a valle e cioè in direzione del nemico è
stato realizzato un gradino di circa 30 cm di altezza che facilitava
l'esposizione dei tiratori, mantenendo invece al coperto coloro
che transitavano lungo il percorso trincerato. In corrispondenza
degli accessi ai sotterranei è stato costruito il classico
bastione di interruzione del percorso che, rompendo la linearità
della trincea, doveva contenere in una ristretta zona i danni provocati
dall'eventuale esplosione di una granata all'interno della trincea
stessa.
Ad intervalli costanti sono inoltre disposti altri rompitratta di
diversa tipologia costruttiva.
Il complesso dei corridoi e stanze sotterranee è stato realizzato
nelle viscere della montagna ed è costituito da murature
in pietra scistosa e malta di calce con sovrastante soletta a volta
in calcestruzzo. Alcuni tratti sono invece stati realizzati con
strutture in legno che sostengono il terrapieno. L'aerazione dei
sotterranei è consentita dalla presenza di numerosi camini
di aspirazione che fungono anche da lucernari.
Da questi manufatti si accedeva alla Cima Bleis di Somalbosco attraverso
un camminamento di collegamento che si sviluppava lungo il dosso
erboso che costituisce il versante meridionale della vetta, da quota
2210 a quota 2637. Dalla cima, per mezzo di un sentiero di arroccamento,
i soldati potevano facilmente accedere alla Bocchetta di Val Massa.
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