Ponte di Legno  
 

Tra malga Previsgai e la Bocchetta di Val Massa
 (A CURA DI WALTER BELOTTI)

 
     
   

Scheda generale
Percorso: Cané (1.520 m) - Chigolo-Castilla - (1.750 m) - Prebalduino (1.762 m) - Malga Previsgai (2.158 m) - Bocchetta di Val Massa (2.504 m).
Interessi: eccezionali manufatti militari di vario tipo realizzati durante il primo conflitto mondiale. Presenza di un lunghissimo sbarramento difensivo tra la Cima Coleazzo e la Cima Bleis di Somalbosco. Escursione tra boschi e pascoli ricchi di fiori e funghi, regno incontrastato di cervi e caprioli. Panorama sulla cresta Castellaccio-Lagoscuro-Payer-Pisgana da una parte e sulle vette che sovrastano la Val d'Avio dall'altra quali Calotta, Salimmo, Adamello, Plem e Baitone.
Difficoltà: agevole in tutto il suo sviluppo.
Periodo consigliato: da giugno a ottobre.
Tempo di percorrenza: ore 4.00.
Dislivello: 984 m.
Attrezzatura e vestiario: da media montagna.
Segnaletica: segnavia CAI n. 3 - 55 - 54.
Parcheggio: a Cané, nel parcheggio posto al Ponte della Valle, a lato dello spumeggiante Fiumeclo. che precipita le sue acque nella "Ganassa".
Note: tra tutti i manufatti militari realizzati prima e durante il conflitto mondiale in Alta Valle Camonica, il complesso costruito alla Bocchetta di Val Massa rappresenta la più imponente ed eccezionale testimonianza di architettura militare.

Descrizione del percorso
Superato l'abitato di Cané, frazione di Vione, si imbocca in alto al paese la strada che percorre tutto il versante orografico sinistro della valle. A sinistra, una pietra segnaletica inserita nella muratura di controripa, indica la direzione per il Monte Coleazzo. Oltre lo slargo del parcheggio, dove è stata attrezzata anche una piccola area da pic-nic, la strada acciottolata avanza in un bosco di larici e raggiunge in breve la località "Stodegarda" dalla quale si immette decisamente nella valle. Il percorso, in leggera salita, si sviluppa tra verdi prati ancora regolarmente falciati, testimoni di una civiltà rurale che resiste nonostante le mutate condizioni di vita. Tra stupende fioriture di gigli rossi e di pulsatilla sulfurea, passati a lato di una villetta prefabbricata, si giunge ad un incrocio: proseguendo diritti si percorre la Val di Cané, girando a sinistra si giunge alle Case del Ponte e alle baite del Vialaccio. Si devia a destra lungo la "ex strada militare dei soldati" che avanza in direzione di Chigolo, seguendo il segnavia CAI n. 3. Percorso un lungo tratto nel lariceto, particolarmente suggestivo nella stagione autunnale, e giunti in un pianoro, si lascia la strada erta che sale alle baite di Chigolo per scendere in direzione di una baita diroccata, posta più in basso, detta "La Castilla". Subito dopo la cascina, non si va per la strada che volge a sinistra, ma si continua in discesa.
Compiuti circa 200 metri nel lariceto, si sfocia in una strada più larga che proviene da Villa Dalegno passando per l'alpeggio di Pramprano. Ci si incammina in salita e si giunge, in breve, alle baite di Prebalduino, dalle caratteristiche colorazioni bianche delle facciate. Superate le baite, si abbandona una deviazione a destra e una a sinistra per seguitare diritti lungo la strada militare, in un meraviglioso bosco ricco di funghi. L'ambiente circostante è il luogo ideale dove incontrare i cervi, dominatori del territorio, ma anche i più esili ed eleganti caprioli. Tra larici secolari e fioriture di rododendri, superato il torrente Rio, si prosegue compiendo numerosi tornanti fino a raggiungere la Malga Previsgai.
All'interno dello spazio recintato è stata ricavata un'area da pic-nic e il fabbricato più piccolo offre servizi igienici e possibilità di sostare prima di intraprendere la visita ai manufatti.
Un centinaio di metri a monte dei fabbricati, seguendo il ripido sentiero che s'inerpica verso destra, si arriva alle opere militari delle "Bucaline" dove si può visitare un interessante complesso di strutture sotterranee che si snodano a raggiera nelle viscere della montagna.
All'uscita del camminamento, posto più in alto, si procede verso ovest per il sentiero che a mezza costa, superato il crinale, va a collegarsi alla strada militare precedentemente abbandonata, nei pressi di alcuni ruderi di fabbricati militari.
Si lasciano sulla destra varie deviazioni che si stagliano sul ripido costone erboso, residui di mulattiere militari che salivano in direzione della Cima Bleis di Somalbosco, per procedere nel vallone tra pascoli pietrosi dove sono di casa le marmotte. In questo tratto la strada militare presenta i muri di sottoscarpa e di controripa perfettamente conservati.
Compiuti tra i ghiaioni gli ultimi ripidi metri, tra tappeti di linaria alpina e peverina dei ghiaioni, si raggiunge lo sbarramento trincerato che immette, in pochi minuti, alla Bocchetta di Val Massa.
Da questa posizione, la vista sulla sottostante Valle delle Messi e sulle creste che costituivano la prima linea del fronte italiano, è incantevole. Per godere appieno le molteplici strutture militari realizzate e i diversi sistemi costruttivi è opportuno percorrere tutta la linea trincerata, salendo a sinistra fino al termine dei camminamenti. Il rientro si può effettuare, attraversato l'avvallamento, percorrendo un facile e panoramico sentiero che si sviluppa sull'opposto crinale.

Variante per Malga Previsgai da Sant'Apollonia
Raggiunta la località Sant'Apollonia, sulla strada che sale al Passo di Gavia, si parcheggia l'automobile nel vasto piazzale situato all'imbocco della Valle delle Messi. A lato della strada è d'obbligo uno sguardo all'antica fonte di acqua ferruginosa, rinomata fin dal secolo scorso, per le sue proprietà salutari. Superato il ponte sul torrente Frigidolfo, si passa a lato del Ristorante Pietra Rossa e della chiesetta dedicata a Sant'Apollonia. Seguendo il segnavia CAI n. 54, ci si avvia per un'erta stradina che sale in direzione delle Case di Töss dalle caratteristiche murature in pietra scistosa. Nei pressi del cartello segnaletico del Parco Nazionale dello Stelvio, si lascia a destra una stradina che, in piano, avanza in direzione del fondo valle, per volgere decisamente a sinistra. Costeggiando i prati si giunge nei pressi di altre due baite; qui la stradina si restringe e diventa sentiero. Si prosegue ripidi in mezzo ad un bosco di radi larici e rododendri, dove non è infrequente avvistare i cervi al pascolo, e, compiuti numerosi tornanti, si sfocia in una modesta radura. Oltrepassata una frana di sassi, si giunge nel pascolo che precede i fabbricati della Malga Somalbosco. Ormai in avanzato stato di abbandono, i fabbricati, costituiscono solo un punto di riferimento in caso di emergenza atmosferica. Abbandonati a destra i ruderi della malga, si procede sul sentiero che, poco più in alto, supera nuovamente la vasta frana di sassi, compiendo il giro dell'avvallamento. Si avanza quindi sui ripidi costoni che scendono dalla Cima Bleis di Somalbosco, luogo prediletto dai galli forcelli per la "parata" nella stagione degli amori. Si prosegue poi dolcemente a mezza costa dove lo sguardo può spaziare sul sottostante abitato di Pezzo e sulla Val di Viso.
Dopo un lungo tratto, in piano, si abbandona il percorso principale per procedere in salita fino ad incontrare la strada militare che proviene dalle Baite di Prebalduino. Seguendo la stessa si raggiunge, dopo un centinaio di metri, la Malga Previsgai.

Percorso: S. Apollonia (1.580 m) - Malga Somalbosco (1.954 m) - Malga Previsgai (2.158 m)
Tempo di percorrenza: ore 2.00.
Dislivello: 578 m.

Variante per Malga Previsgai da Villa Dalegno
Parcheggiata l'automobile nel piazzale antistante la chiesa, si percorre Via Castello fino alle ultime case del paese. Al bivio si avanza ripidi a sinistra della cappella votiva; si compiono numerosi tornanti tra i parti terrazzati e si sfocia nel pianoro della località Castello. Il luogo, come ci viene ricordato nell'iscrizione presente nella piccola santella, era probabilmente la sede di un castelliere, di una torre di osservazione nel periodo medioevale. A destra della fontana, si continua nel lariceto fino alle baite del Pifferetto e, superato un tornante, si giunge, in breve, alle baite di Prebalduino, dalle caratteristiche facciate colorate in bianco. Oltre i fabbricati si gira a destra lungo la strada militare proveniente dalla Val di Cané, e per questa si prosegue come già indicato nell'itineraio principale.

Percorso: Villa Dalegno (1.376 m) - Castello (1.562 m) - Prebalduino (1.762) - Malga Previsgai (2.158 m)
Tempo di percorrenza: ore 2.40.
Dislivello: 782 m.

Cenni storici e descrittivi delle opere
La Bocchetta di Val Massa, depressione situata tra la Cima Bleis di Somalbosco e la dorsale sinistra della "Cima est del Monte Coleazzo", era il punto tattico che i comandi militari, in osservanza alla strategia globale di possesso delle creste, avevano fortificato quale prima linea arretrata del nostro sistema difensivo, anche perché punto dominante sulla strada del Gavia. Da lì si dipartono, sulla sinistra, una serie di trinceramenti lunghi oltre un chilometro, che rappresentano uno dei più begli esempi di architettura militare. A distanza di oltre ottant'anni - furono infatti realizzati ancor prima dello scoppio della guerra - sono conservati in modo veramente impeccabile, anche perché durante la guerra non vennero mai interessati da eventi bellici e addirittura non vennero presidiati che da isolate sentinelle.
Il complesso difensivo è costituito da trincee e camminamenti realizzati fuori terra, in pietre scistose color ruggine, disposte a secco, cioè senza l'uso di leganti. Particolare cura è inoltre stata prestata nella collocazione di ogni pietra che presenta il lato a vista, nella maggior parte dei casi, perfettamente squadrato. Ciò si è potuto attuare grazie alle notevoli capacità degli esperti operai nello scegliere ogni pietra, e nella giusta collocazione delle stesse con un perfetto concetto statico.
Percorrendo gli oltre mille metri di sviluppo dello sbarramento protettivo, si possono ammirare, oltre al muraglione difensivo vero e proprio, costituito dal muro con le feritoie per i fucilieri, parecchi elementi architettonici particolari.
Le feritorie per il tiro dei fucilieri sono state realizzate con minuscola apertura verso l'esterno che si allarga all'interno della trincea, con forma trapezoidale. Sempre della stessa forma, ma di dimensioni maggiori e strombatura rovescia, è visibile una bella apertura predisposta per il tiro con la mitragliatrice.
Torrette e posti di osservazione, studiati nei minimi particolari, sono inoltre disseminati qua e là lungo tutto il percorso. Arretrate all'interno dello sbarramento, con stradine di accesso selciate con le caratteristiche "préde", sono presenti cinque grotte ricovero, realizzate sfruttando la presenza di enormi lastre scistose, sotto le quali sono stati costruiti altrettanti ricoveri di protezione in caso di bombardamento. Queste grotte ricovero, nascoste tra grossi massi, oltre che risultare difficilmente avvistabili da parte degli osservatori aerei nemici, rappresentano oggi il perfetto inserimento dell'opera dell'uomo nell'ambiente naturale.
L'utilizzo del materiale reperito direttamente sul posto e lavorato grazie alla sua capacità di sfaldarsi lungo la vena di scorrimento, consente a tutto il complesso militare di non essere una stonatura, anzi, di inserirsi in modo ineguagliabile nel paesaggio circostante.
Il complesso trincerato, appena a monte della Malga Previsgai e ai piedi della Cima Bleis di Somalbosco, a quota 2210 metri, costituiva, con le strutture difensive alla Bocchetta di Val Massa e con lo sbarramento al Dosso Prepazzone sull'opposto versante della valle, dove era stato costruito il forte del Corno d'Aola, la prima delle numerose linee arretrate. Essa doveva entrare in funzione in caso di sfondamento della linea principale posta sulla dorsale Tonale-Montozzo-Ercavallo-Gavia sul fianco sinistro e Tonale-Castellaccio-Lagoscuro-Payer su quello destro. Collocato a monte dell'abitato di Villa Dalegno, lo sbarramento di Previsgai si poteva raggiungere con una comoda strada militare dalla Val di Cané, lungo la cosiddetta "Strada dei soldati". Essa fu infatti costruita dal Genio Militare negli anni precedenti il conflitto, e già nel 1910 precise disposizioni disponevano l'occupazione d'urgenza dei terreni necessari alla realizzazione del percorso lungo complessivamente circa 9 chilometri.
Anche le donne e i giovani dal 15 ai 18 anni, per un pasto e il compenso di cinque centesimi all'ora, contribuirono al trasporto dei materiali necessari alla sua realizzazione.
I manufatti di maggior interesse sono: il tratto di trincea che a semicerchio costituisce lo sbarramento difensivo; il complesso delle camere e corridoi sotterranei; il camminamento di collegamento con la Cima Bleis di Somalbosco.
La trincea, in pietra scistosa a secco, segue l'andamento delle curve di livello e si sviluppa a semicerchio davanti al panettone erboso nelle viscere del quale sono invece sviluppati i corridoi e le stanze sotterranee. Quattro ingressi consentono dall'esterno della trincea di accedere ai sotterranei. Essa ha una vista dominante sulle posizioni di prima linea, sull'abitato di Ponte di Legno e sulle strade del Gavia e del Tonale. È costituita da uno scavo nella terra ai cui lati sono stati costruiti muri in pietra a secco dello spessore di circa 50 cm. Per tutta la lunghezza, sul lato rivolto a valle e cioè in direzione del nemico è stato realizzato un gradino di circa 30 cm di altezza che facilitava l'esposizione dei tiratori, mantenendo invece al coperto coloro che transitavano lungo il percorso trincerato. In corrispondenza degli accessi ai sotterranei è stato costruito il classico bastione di interruzione del percorso che, rompendo la linearità della trincea, doveva contenere in una ristretta zona i danni provocati dall'eventuale esplosione di una granata all'interno della trincea stessa.
Ad intervalli costanti sono inoltre disposti altri rompitratta di diversa tipologia costruttiva.
Il complesso dei corridoi e stanze sotterranee è stato realizzato nelle viscere della montagna ed è costituito da murature in pietra scistosa e malta di calce con sovrastante soletta a volta in calcestruzzo. Alcuni tratti sono invece stati realizzati con strutture in legno che sostengono il terrapieno. L'aerazione dei sotterranei è consentita dalla presenza di numerosi camini di aspirazione che fungono anche da lucernari.
Da questi manufatti si accedeva alla Cima Bleis di Somalbosco attraverso un camminamento di collegamento che si sviluppava lungo il dosso erboso che costituisce il versante meridionale della vetta, da quota 2210 a quota 2637. Dalla cima, per mezzo di un sentiero di arroccamento, i soldati potevano facilmente accedere alla Bocchetta di Val Massa.

 
       
 
 
 
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