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Quasi tutte le civiltà preistoriche che si sono avvicendate
in Valcamonica hanno lasciato tracce sulla collina del Castello
che domina Breno.
Un innovativo programma archeologico condotto nel 1980-85 ne ha
rivelato i fondamentali capitoli, indipendentemente dalle rocce
incise per le quali la Valle era da tempo famosa.
Bivacchi e animali macellati della fine dell'età paleolitica
(circa 13000-11000 a.C.) parlano della circolazione dei cacciatori-raccoglitori
che si avventuravano fra le montagne una volta finita la glaciazione.
La scoperta di un insediamento della piena età neolitica
(circa 4000 a.C.) ha permesso di definire nientemeno che un gruppo
culturale nuovo, intitolato a Breno, grazie ai resti di una casa
rettangolare, a due tombe, ad abbondantissimi residui di attività
non solo domestiche ma anche rituali.
Si tratta di contadini-cacciatori residenziali, completamente adattati
alle risorse e alle difficoltà dell'ambiente alpino.
Un altro insediamento, nonché siti sparsi, hanno rivelato
l'uso della collina da parte dei loro successori dell'Età
del Rame (circa 3200-2200 a.C.), ossia nel periodo che vede diffondersi
in Valcamonica l'ideologia dei massi monolitici istoriati con simboli
mitologici.
Seguono tracce dell'Età del Bronzo, del secondo millennio
a.C., fra le quali un abitato semidistrutto dalla costruzione del
castello, e indizi di frequentazione rituale della collina durante
i secoli appena precedenti il controllo romano (tipici boccali "retici"
dell'Età del Ferro).
Di tale lunga storia parla al visitatore il paesaggio stesso - la
collina è infatti attraente di per sé - mentre una
illustrazione delle scoperte e dei materiali è prevista a
breve nel rinnovato Museo Camuno a Breno.
Informazioni:
Angelo Giorgi Tel. 0364.22041
Pro Loco Breno Tel. 0364.22970
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