Sito realizzato e ospitato nell'ambito del progetto Voli

 

Nelle adiacenze della “Strada Verde delle Orobie” è possibile ammirare una serie di attrattive tra le quali:

LAGO MORO è un tipico laghetto alpino a circa 380 metri d’altitudine, circondato da boschi e monti è un luogo di ritrovo molto suggestivo. È diviso tra i comuni di Darfo Boario Terme e Angolo Terme;

TERME DI BOARIO: si trovano all’imbocco sud della “Strada Verde delle Orobie”. Luogo ideale per cure terapeutiche che disintossicano l’organismo, rigenerano corpo e spirito, rilassano le tensioni e per godere di una vacanza all'insegna del benessere. Ci sono quattro acque di tipo solfato-calcico, diverse per livello di mineralizzazione, utili per la prevenzione e la cura di un’ampia gamma di malattie. Offrono inoltre un grande parco di 150.000 mq, con 140 tipi di piante, una buona cucina locale e numerose occasioni di incontro e divertimento;

FORRA DEL DEZZO: tratto della “Strada Verde delle Orobie” compreso tra Angolo Terme e la località Dezzo di Scalve, comunemente detta Via Mala bergamasca. Questo tratto di circa 8 km è particolarmente suggestivo in quanto scavato nella roccia viva di una forra, percorsa dall’impetuoso torrente Dezzo e serrata tra due pareti rocciose dalle quali scendono numerose cascate;

FORESTA REGIONALE “VALLE DI SCALE”, IL SALTO DEGLI SPOSI: risalendo il Passo della Presolana dalla Valle di Scalve, poco prima del culmine del passo, seguendo la segnaletica si trova l'imbocco del sentiero che si inoltra nella Foresta Regionale “Valle di Scalve” fino al margine di una radura, dove la montagna scende a strapiombo verso la Via Mala. Alcuni gradini di roccia, delimitati da un riparo in ferro, permettono di guardare il baratro non senza un brivido di paura.
Secondo una leggenda che sembra trarre radici da un fatto di cronaca, da quella rupe si sarebbero gettati due giovani innamorati infelici. Da questo episodio deriva il nome "Il salto degli sposi";

SANTUARIO DELLA MADONNINA DI COLERE: situato fuori dal centro abitato di Colere, è stato edificato nel XVII secolo su una preesistente santella, dove si narra che un vecchio pastore malato di tubercolosi fu guarito dalla Madonna che gli apparve. Diffusasi la notizia divenne ben presto meta di pellegrinaggi. Nel 1923 il santuario fu distrutto dal disastro del Gleno, ma venne ricostruito dagli abitanti di Colere;

RISERVA NATURALE DEI BOSCHI DEL GIOVETTO: collocata a cavallo tra i Comuni di Azzone e Borno, è un’area di circa 650 ettari dotata di elevato interesse naturalistico e paesaggistico. Boschi di conifere, cespuglieti e praterie alpine, sono caratterizzati dalla presenza di formiche autoctone appartenenti alla specie della Formica Rufa, inclusa nella “Lista rossa delle specie minacciate” dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura;

PALAZZO PRETORIO DI VILMINORE: è il simbolo della ricca storia della vallata. Venne edificato nel 1375 presso la Piazza del Malconsiglio, come nuova residenza del Podestà ed ampliato due secoli più tardi. Nel corsi degli anni fu sede dei rappresentanti delle antiche famiglie di Scalve, dei Delegati della Serenissima, dei Repubblicani Francesi e dei gendarmi Austriaci. Fu centro di potere e palazzo di giustizia. E’ stato recentemente restaurato ed è possibile prenotare una visita guidata alle antiche carceri;

ARBORETO DEL GLENO: sito in località Dos a Vilminore, in un’area di 6.000 mq. dominata dal massiccio della Presolana, è caratterizzato da un percorso naturalistico e da uno spazio espositivo coperto. Nell’annesso centro studi per la flora è possibile effettuare sia visite turistiche che attività didattiche e di ricerca.
L’obiettivo è quello di non disperdere la memoria storica di ciò che il bosco ha rappresentato per innumerevoli generazioni passate e che può tornare ad essere fonte di sviluppo economico-sociale (http://www.gleno.it/presentazionePRO.htm);

MUSEO ETNOGRAFICO DI SCHILPARIO: è stato istituito per preservare e rivalutare la storia, le tradizioni e la cultura delle genti di tutta la Val di Scalve. Grazie all’apporto di documenti, fotografie ed oggetti rurali, si possono ricostruire la vita ed i lavori degli abitanti nei secoli scorsi. A fianco della struttura vi è la ruota del mulino mossa dalle correnti del fiume Dezzo, che azionano un torchio ed una macina per la lavorazione del frumento, così come avveniva nei secoli scorsi;

L’ACERO DEI CAMPELLI: è un acero di monte monumentale che si incontra salendo lungo la “Strada Verde delle Orobie” da Schilpario verso la località Campelli. Rilevante per il tronco slanciato ed ingrossato alla base, con chioma irregolare e con la sommità appiattita. E’ l’acero di monte più bello della Provincia di Bergamo;

ANTICHE MINIERE DI FERRO: la “Strada Verde delle Orobie”, è ricca di miniere di ferro e di barite abbandonate. Oggi rimangono molte tracce che testimoniano l’intensa attività estrattiva perpetrata per molti secoli. Sono visitabili resti di forni fusori, aree carbonili, ruderi di edifici, mulattiere in disuso ed ammassi di scarti di lavorazione;

CASCATA DEL SELLERO: spettacolare salto d’acqua a 1.780 metri d’altitudine, che può essere ammirato percorrendo il versante bergamasco della “Strada Verde delle Orobie”;

FORESTA DEMANIALE “LEGNOLI” – “BAITA JAI”. La Foresta Demaniale di Legnoli, in gestione all'Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste (E.R.S.A.F.), si estende per circa 350 ettari nel Comune di Ono S. Pietro, tra i 1.000 m. e i 2.100 m. di quota, su un versante con esposizione prevalentemente Nord-Nord-Ovest. All’interno di questa foresta, a circa 1.400 metri di quota si trova “Malga Jai”, recentemente ristrutturata ed adibita a bivacco, fruibile anche per finalità didattico-sperimentali, grazie alle elevate qualità ambientali e faunistiche dell’area;

“GIARDINO BOTANICO ALPINO DEL VIVIONE”, è stato creato nel 2001 dal
Consorzio Forestale Valle Allione, nei pressi della sua sede a Paisco. Rappresenta l’unico giardino botanico alpino della Provincia di Brescia. Nei suoi 900 mq. di estensione, percorrendo un sentiero interno ad esso, è possibile ammirare circa 300 specie vegetali caratteristiche delle Orobie orientali, suddivise in quindici settori corrispondenti ad altrettanti habitat, che variano dai prati dei fondovalle fino ai ghiaioni ed alle vallette nivali. L’aula didattica con la caratteristica xiloteca e biblioteca naturalistica completano la struttura;

CIPPO DELLA “STRADA VERDE DELLE OROBIE” a Berzo Demo.
È un cippo granitico datato 1917, sito in località Forno Allione (515 m.s.l.m.), all’imbocco nord della “Strada Verde delle Orobie”, che testimonia l’originaria funzione militare della strada del Vivione durante la Grande Guerra.
     
 
     

consorzioallione@tiscalinet.it